Museo Campano di Capua

ECCE HOMO

La plasticità del corpo di Cristo, evidenziata da pennellate dense con un sapiente utilizzo di effetti chiaroscurali, emerge su un elegante fondo dorato (realizzato con la tecnica a foglia d’oro) di chiara derivazione tardogotica. La tavola con l’Ecce Homo fu realizzata dal pittore Bartolomeo Vivarini (1430 ca. – 1499) come parte centrale di un polittico, oggi smembrato. E’ databile nel decennio 1470-1480, vista la corrispondenza stilistica con il polittico Sanseverino dipinto dallo stesso autore per la chiesa di S. Bernardino in Morano Calabro nel 1477. Rappresenta una delle testimonianze pittoriche più interessanti conservate in pinacoteca: i dettagli anatomici del corpo del Cristo sembrano scolpiti; il capo è delicatamente reclinato di lato, la folta capigliatura, caratterizzata da contorni netti, ricade ordinatamente sulle spalle; dal viso traspare una sofferenza dignitosa, appena accennata. Questo stupendo esemplare è un’ulteriore dimostrazione dell’influenza esercitata sulla produzione di Vivarini da Andrea Mantegna, che probabilmente conobbe durante i lavori nella cappella Ovetari a Padova intorno al 1450 al seguito di Giovanni D’Alemagna e del fratello maggiore Antonio Vivarini.

Articolo a cura di Mario Casaburo

Foto Luigi Spina

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